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Margherita Pratolina Cilento

Le piante medicinali nella cultura rurale del Cilento / parte terza

I contadini raccolgono i malli di noce, Juglas regia, per fare il nocino. L'Artemisia, Artemisia vulgaris , chiamata cintura di S. Giovanni che ha il potere di rendere fertile la donna. L'Iperico, Hypericum perforatum , detto caccia diavoli perché ritenuto infallibile contro i malefici. La Melissa, Melissa officinalis, che, oltre ad essere utilizzata per preparare ottimi infusi calmanti e digestivi, è messa negli armadi, perché il suo aroma ha il potere di tenere lontano le tarme degli indumenti di lana.

Malli di noce, Juglas regia
Malli di noce, Juglas regia


Artemisia, Artemisia vulgaris
Artemisia, Artemisia vulgaris


Iperico, Hypericum perforatum
Iperico, Hypericum perforatum


Melissa, Melissa officinalis
Melissa, Melissa officinalis


I fiori di Camomilla, Matricaria chamomilla la regina dei semplici, dall'odore aromatico e penetrante, devono essere raccolti con la mano sinistra, badando che non tocchino terra fino a che non si torni a casa. In questo modo conserverà tutte le sue preziose qualità: antinfiammatorie, emmenagoghe e antispasmodiche. I fiori rosa-lilla della Malva, Malva sylvestris, vengono raccolti alla vigilia di S. Giovanni e collocati dalle massaie sul davanzale della finestra perché bevano la rugiada di S. Giovanni (detta guazza) e diventano panacea per tutti i mali.

Camomilla, Matricaria chamomill
Camomilla, Matricaria chamomill


Malva, Malva sylvestris
Malva, Malva sylvestris


Nel campo delle superstizioni popolari la Ruta, Ruta graveolens, è ritenuta magica per eccellenza ed i suoi fiori giallo-verdi vengono messi al collo dei bambini come vermifughi ed al collo degli sposi (o in tasca) il giorno delle nozze, per scacciare l'invidia. Anche l'Iperico, raccolto nella notte di S. Giovanni, ha il potere di scacciare il diavolo; la tintura dei fiori (o meglio il macerato in grappa) è consigliata nei fenomeni isoterici che si crede causati dai demoni. Con le sommità macerate in olio e vino bianco ed esposte al sole per dieci giorni, i contadini ottengono l'unto dei tagli (l'olio di Iperico o di S. Giovanni) prezioso su ferite ed escoriazioni, abrasioni, scottature sia umane che animali.

Ruta, Ruta graveolens
Ruta, Ruta graveolens


Le madri contadine sanno trovare in quello scrigno apotropaico, che è il mondo vegetale, tutto ciò che può contrastare le influenze negative che fanno deperire il bestiame e le persone; così raccolgono l' Assenzio, Artemisia absinthium, nella notte magica di S. Giovanni e lo depongono nelle culle dei neonati; o appendono sulle porte di casa il fiore del Cardo selvatico, Carlina acaulis, che impedisce il passo malefico della strega; questa costretta a contare con esattezza le migliaia di capolini che formano il fiore consuma così la notte e all'alba è obbligata a fuggire. (Per la verità la Carlina è soprattutto appesa fuori casa in quanto ha la virtù di segnare il tempo indicando se resta bello o se viene pioggia). Lo Stramonio, Datura stramonium , che gli uomini si guardano bene dal cogliere ma che le donne mettono negli scapolari dei bambini per preservarli dal malocchio.

Assenzio, Artemisia absinthium
Assenzio, Artemisia absinthium


Cardo selvatico, Carlina acaulis
Cardo selvatico, Carlina acaulis


Stramonio, Datura stramonium
Stramonio, Datura stramonium


C'è poi tutto il mondo delle "erbe delle streghe" che appartengono al mondo più remoto, dell'occulto, del non umanizzato. Ben diversi dalle streghe e dagli stregoni sono i guaritori popolari, i mediconi, figure ben inserite nel tessuto sociale, con un ruolo e una cultura ben definiti. Usano le foglie della Rosa selvatica, Rosa canina , per segnare le storte, le piaghe, il fuoco di S. Antonio (herpes zoster); la Lingua di cane, Plantago lanceolata, per l'azione calmante, coagulante e cicatrizzante.

Rosa selvatica, Rosa canina
Rosa selvatica, Rosa canina


Lingua di cane, Plantago lanceolata
Lingua di cane, Plantago lanceolata


Fino a non molti anni fa si usava portare i propri figli ammalati vicino al fiorito Biancospino, confidando nel suo potere di porta fortuna. Nel Cilento il Biancospino, fin dai tempi più remoti, è considerato pianta protettrice, apportatrice di felicità e prosperità; coi suoi rami fioriti si adornavano le culle dei neonati, perché la cattiva sorte non sfiorasse il loro destino.
Usanze che in gran parte si sono perdute, così come i simboli e le immagini, i modi di dire e i proverbi. Come quando le ragazze innamorate dialogavano con i fiori che raccoglievano con mano gentile per metterli nei capelli; quando sfogliavano la Margherita per avere certezza d'amore; quando usavano per dentifricio le foglie della Salvia, per profumare l'alito e rendere smaglianti i sorrisi.

Biancospino
Biancospino


Margherita, Pratolina
Margherita, Pratolina


Salvia Officinalis
Salvia Officinalis


* Pasquale La Palomenta

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